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Emozioni positive

Passeremo ora a considerare l’effetto di una motivazione positiva dove si hanno in prevalenza emozioni di
entusiasmo, fervore e fiducia in sé stessi ai fini della realizzazione dei propri obiettivi; tale positiva
emozione la si può trovare ad es. negli atleti di un certo livello o maestri di scacchi. L’aspetto comune di
questi individui è la loro capacità di automotivarsi in modo da sopportare pesanti programmi di
allenamento, già dall’infanzia.

Il controllo degli impulsi

Una delle più importanti capacità psicologiche è quella di saper resistere agli impulsi. Questa capacità la
troviamo spesso negli adulti sotto forma di sforzo per mettersi a dieta o prendere una laurea. Nei bambini,
invece una scarsa capacità di controllare i propri impulsi è un fattore predittivo di una possibile delinquenza
negli anni successivi.

La speranza

La speranza è qualcosa di più della semplice visione di un futuro roseo. C.R. Snyder, psicologo della Kansas
University, la definisce come la “convinzione di avere sia la volontà che i mezzi per raggiungere i propri
obiettivi”. Gli individui con elevata inclinazione alla speranza, hanno la capacità di automotivarsi, la
percezione di avere risorse per arrivare ai propri obiettivi, l’abilità di rassicurare se stessi nei momenti no e
la flessibilità per modificare gli obiettivi prefissati se diventano impossibili. Nell’intelligenza emotiva,
sperare significa non arrendersi a una ansia tale da soggiogarci, non assumere atteggiamenti disfattisti o
non abbandonarsi alla depressione di fronte ad imprese difficili o all’insuccesso. L’ottimismo e la speranza
possono essere appresi, in loro c’è una visione che gli psicologi chiamano self-efficacy, ovvero la certezza di
avere il controllo sugli eventi della propria vita e di poter accettare le sfide che si presentano. Chi è dotato
di self-efficacy si riprende dal fallimento.

Il flusso

Quando ti trovi in uno stato di estasi che ti fa sentire come se nemmeno tu esistessi, si è in uno stato di
flusso. Riuscire ad entrare nel flusso, è la massima espressione dell’intelligenza emotiva; qui le emozioni
non sono solo contenute ed incanalate, ma positive, energizzate ed in armonia con quello che si sta
facendo. La sua caratteristica è una sensazione di gioia, di rapimento, l’individuo si disinteressa di sé tanto è
assorbito in quello che sta compiendo.

L’empatia

L’empatia si basa su autoconsapevolezza; più siamo aperti verso le nostre emozioni, più siamo capaci di
leggere i sentimenti altrui. Coloro che ne sono privi, vengono definiti alessitimici,dal punto di vista emotivo
è come se fossero affetti da sordità.
Questa abilità ci permette di sapere come si sente un’altra persona e la si può vedere in moltissime
situazioni della vita, sia professionale che privata. L’assenza invece la si può osservare nei criminali
psicopatici, negli stupratori e nei molestatori di minori. Capire i sentimenti altrui, consiste nella capacità di
leggere i messaggi su canali non verbali: tono di voce, gesti, mimica facciale, etc.; quando le parole di un
soggetto non sono in armonia con quanto comunica con la voce o con i gesti o altro di simile, occorre
ricercare il vero nel come lo sta comunicando anziché in quello che sta dicendo. Dobbiamo a Leslie
Brothers, psichiatra del California Institute of Technology, gli studi di una ricerca sulla biologia empatica
condotta su primati non umani, i dati furono: il cervello è costituito fin dal principio per rispondere a delle
emozioni specifiche, pertanto l’empatia è una premessa biologica.
Coloro in cui l’empatia è completamente assente, commettono i crimini più abietti. L’incapacità di essere
sensibili al dolore altrui, fornisce a questi individui la capacità di mentire a se stessi, incoraggiando il proprio
atto criminale. Tra questi soggetti, possiamo elencare come esempi: molestatori sessuali e i sociopatici.

Le arti sociali

Concludiamo la seconda parte/tappa del viaggio con le arti sociali. Essere in grado di gestire le emozioni
altrui è una basilare abilità nell’arte di trattare le relazioni interpersonali. È necessaria una certa calma
interiore per entrare in sintonia con gli altri e riuscire a controllarne le emozioni richiede la maturità di altre
due capacità emozionali: l’autocontrollo e l’empatia. Ed è proprio la mancanza di tali doti che può portare
un individuo intellettualmente brillante ad essere poi un disastro nelle relazioni sociali.
Ogni individuo ha capacità di esprimere bene o male le proprie emozioni, queste sono le cosiddette norme
di espressione. Ne esistono diversi tipi:

  • Minimizzare l’esibizione: tipica della cultura giapponese, nel caso di sentimenti di sofferenza se si è dinnanzi a una importante autorità.
  • Esagerare: amplificando l’emozione.
  • Sostituzione: prevede il sostituire un sentimento con un altro, anch’essa tipica delle popolazioni asiatiche (es. dare un’assicurazione positiva seppur falsa perché maleducazione rifiutare).

Ciò che le accomuna tutte, è la capacità di applicare queste strategie e nel saperlo fare al momento giusto.
L’esibizione delle emozioni ha effetti immediati sull’impatto che esse hanno sulla persona che le riceve. In
qualsiasi interazione, noi mandiamo dei segnali che influenzano le altre persone. Quanto più socialmente
abili siamo, tanto meglio siamo in grado di controllare i segnali che inviamo e l’intelligenza emotiva implica
la capacità di gestire questi scambi. L’individuo dotato di maggior espressività/potere è solitamente quello
le cui emozioni trascinano l’altro; esercitare influenza sugli altri significa trascinare le loro emozioni.

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