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Libro: EMOTIONS (di Amanda Gesualdi)

Le Emozioni secondo la Scienza, la Cultura e lo Sport

Già dalla prima pagina, si ha subito l’impatto con ciò che è Emozione. L’autrice ci “spinge” da subito nella
sfera emozioni rispondendo in 3 punti alla domanda “Cosa è l’Emozione?”:

  • Il termine Emozione ha origine dal latino emovere = muovere da …, allontanare da …
  • Il verbo significa anche “scuotere, sconvolgere”.
  • Il sentire di essere mossi/spinti da ciò che si prova nel nostro interno, è una prerogativa dell’esperienza emotiva.

La sfera delle emozioni ha sempre affascinato sin dal passato, perché ciò che è emozione è stato sempre
contrapposto a ciò che è “ragione”. Da una parte il cuore (il nostro mondo emozionale) e dall’altra il
cervello (il nostro mondo razionale), visti sempre come due contendenti impegnati in una lotta eterna per
vedere chi predomina in un individuo.

Le emozioni hanno una componente soggettiva (esperienza soggettivamente percepita dalle proprie
risposte emotive), una componente espressiva (comunicazione, anche non verbale) e Neurofisiologica.

Le emozioni si differenziano dai sentimenti e dagli stati d’animo. Il sentimento è una situazione cognitivo-
affettiva che dura più a lungo delle emozioni e che ha una minore vivezza rispetto alle passioni. Le emozioni
nascono dai significati e dai valori che una persona assegna ad un determinato evento; se l’evento appaga
desideri l’individuo ha emozioni positive, altrimenti negative.

Secondo lo psicologo americano P. Ekman le emozioni fondamentali (rabbia, disgusto, paura, tristezza,
felicità, sorpresa) hanno una caratteristica importante, ovvero vengono espresse universalmente (stessi
muscoli facciali e stesso modo), indipendentemente da fattori quali latitudine, cultura ed etnia.

Le emozioni vengono classificate in primarie e complesse/secondarie.

Le primarie hanno un fondamento biologico e sono:

  • Rabbia: originata dalla frustrazione che si può palesare attraverso l’aggressività.
  • Paura: emozione governata dall’istinto, il cui obiettivo è la sopravvivenza del soggetto in una situazione di pericolo.
  • Tristezza: dovuta a seguito di una perdita o da un obiettivo non raggiunto.
  • Gioia: quando l’individuo si ritiene siano soddisfatti tutti i propri desideri.
  • Sorpresa: nasce da un evento imprevisto a cui può seguire paura o gioia.
  • Disprezzo: mancanza totale di stima e sdegno per persone o cose ritenute prive di nobiltà morale o intellettuale.
  • Disgusto: ripugnanza contraddistinta da una specifica espressione facciale.

Le emozioni secondarie o complesse sono la conseguente delle prime e sono: allegria, invidia, vergogna,
ansia, rassegnazione, gelosia, speranza, perdono, offesa, nostalgia, rimorso, delusione.

Il controllo delle emozioni può essere sia volontario che involontario, in generale è stimolato dal timore che
la risposta emotiva abbia esiti negativi. La regolazione agisce non solo su comportamento, ma anche su
sentimenti ed impulsi, i quali sono condizionati da processi chiamati “coping difensivo” che hanno il fine di
ridurre il disagio dovuto a emozioni di sofferenza.

Le emozioni quindi si sono sviluppate in una fase iniziale e sono diventate importanti per la sopravvivenza e
per l’adattamento, tant’è che esse sono radicate in parti molto antiche del cervello.

Secondo il neurologo P. MacLean, il nostro cervello è formato da 3 componenti distinte, ognuna di esse
rappresenta un esatto momento evolutivo della specie umana.

  1. Cervello primitivo (cervelletto e bulbo spinale): corrisponde al cervello rettile ed è sede degli istinti primari e funzioni vitali, quali il controllo del ritmo cardiaco e respiratorio. È la parte del cervello che si occupa del territorio, della sua conquista e difesa, di quegli atteggiamenti non verbali che formano gerarchie sociali in un gruppo. È la nostra parte animale, la più arcaica. Nel corpo, il cervello rettiliano trova riflesso nel ventre un po’ al di sotto dell’ombelico.
  2. Cervello intermedio (sistema limbico): corrisponde al cervello dei mammiferi ed è implicato nell’elaborazione delle emozioni. È l’evoluzione prossima del cervello rettiliano, in cui è aumentata la capacità di affrontare l’ambiente e del prenderci cura della prole. Questo cervello può essere considerato la nostra parte più calda in quanto si emoziona di fronte alle cose, prova rabbia, ecc. è riflessa nella pancia, a livello dello stomaco.
  3. Cervello superiore (emisferi cerebrali): è esclusivo dei primati ed è sede di tutte le funzioni cognitive e razionali. È la più recente ed è sede del linguaggio, di comportamenti che ci danno la possibilità di affrontare nuove situazioni, di pensare e ragionare per ipotesi. È la nostra parte adulta e la possiamo considerare riflessa nella mente.

Per MacLean queste 3 aree sono indipendenti tra loro e in grado di dominarsi vicendevolmente, seppur tra
loro perfettamente coordinate.

Emozioni e salute

Le persone che hanno difficoltà ad essere se stessi, a riconoscere e comunicare agli altri ciò che provano e
sentono, a lottare per il soddisfacimento dei propri bisogni sono più soggette a problemi di salute. La nostra
autenticità diventa quindi un qualcosa di prezioso. Alla fine degli anni ’50 questo argomento venne
approfondito dal punto di vista psicoanalitico. Nei soggetti posti sotto analisi fu appurato un atteggiamento
di falsa normalità e smisurato conformismo, unito ad un particolare stile cognitivo che fu chiamato pensiero
operatorio. Tale pensiero è contraddistinto da assenza di fantasie e di creatività e da un relazionarsi con il
prossimo in modo non autentico, tedioso e privo di emozioni. La rilevanza del pensiero operatorio fu
riconosciuta solo nei primi anni ’70, quando Sifneos e Nemiah (psicanalisti di Boston), rilevarono una serie
di tratti psicologici comuni che definirono ALESSITIMIA (= mancanza di parole per le emozioni). Le
peculiarità di questi soggetti sono:

  • Difficoltà a riconoscere ed esprimere le proprie emozioni.
  • Incapacità a distinguere con chiarezza i sentimenti dalle sensazioni del corpo legate all’attività emotiva.
  • Scarsità di fantasia e immaginazione.
  • Stile cognitivo molto concreto ed orientato verso l’azione anziché al pensiero.

L’alessitimia però è un tratto che si riscontra con frequenza anche nelle persone sane e non sempre
associata a condizioni di malattia.

L’autenticità, il riconoscimento delle proprie emozioni e la loro comunicazione sono importanti anche in
materia di psicosomatica oncologica, dove in questi pazienti si ha avuta evidenza di caratteristiche comuni,
ovvero: una certa tendenza a evitare problemi e conflitti negandoli o reprimendo le proprie reazioni, una
difficoltà ad esprimere i propri sentimenti, un comportamento piuttosto rigido, una propensione a vivere
passivamente e con sfiducia la propria malattia. Dieci anni dopo fu ipotizzata un’ulteriore personalità di tipo
C, esposta al rischio del cancro. Si tratterebbe di persone tranquille, rinunciatrici, passive, tendenzialmente
tristi e incapaci di manifestare emozioni quali soprattutto rabbia ed aggressività.

Un grosso contributo, in materia di emozioni e malattia, è stato fornito dal dr. Hamer. Il dr. Hamer arrivò a
scoprire, in seguito alla morte del figlio, la legge ferrea del cancro e precisamente la relazione esistente tra
il cancro e la DHS (Dirk Hamer Syndrome, dal nome del figlio), un combattimento biologico-emozionale con
particolarità ben definite. In base al tipo di conflitto che noi viviamo, vengono interessati gli organi derivanti
da uno dei tre foglietti embrionali. Vi è una triade psiche-cervello-organo, in cui le tre unità lavorano
sempre insieme per la nostra sopravvivenza. L’intensità del trauma emotivo stabilisce la gravità della
malattia, il tipo di emozione determina la sua localizzazione nel corpo.

Nel libro viene analizzato anche l’aspetto Oriente vs Occidente, ovvero la psicologia orientale vs la
psicologia occidentale. L’Occidente in questi ultimi decenni ha sviluppato un forte interesse per la
psicologia orientale e dall’incontro di queste due psicologie sono nate: la Psicologia Transpersonale e la
Psicologia Energetica. Viene così esaminato il Chakra “I 7 cervelli”.

CHAKRA (= ruota, disco, cerchio) è un concetto delle tradizioni religiose indiane. Sono in corrispondenza dei
sette principali punti del corpo: sacrale, lombare, solare, polmonare, cardiopolmonare, tiroideo,
ipotalamico. I primi Chakra sono quelli più vicini alla terra e sono legati agli aspetti della sopravvivenza. Gli
altri, più in alto, rappresentano le aree mentali. Dal primo al settimo si forma una specie di ponte fra terra e
cielo, corpo e mente, materia e spirito. Ai sette colori dell’arcobaleno, corrispondono i 7 Chakra. Nella
mitologia l’arcobaleno è infatti il collegamento tra il mondo terreno e quello divino.

Yin e Yang: la medicina cinese è basata sull’equilibrio tra Yin e Yang nel corpo umano e ogni malattia viene
vista come la rottura di tale equilibrio. Le malattie contraddistinte da debolezza, lentezza, freddo ed
inattività sono Yin; quelle invece da movimento, iperattività e calore sono Yang. All’interno di ogni corpo vi
sono organi Yin e organi Yang, il cui equilibrio è mantenuto da un flusso continuo di Ki o energia vitale,
lungo un sistema di meridiani che includono i punti dell’agopuntura. Ad ogni organo corrisponde un
meridiano. I meridiani sono i canali che trasportano il Ki ed il sangue attraverso il corpo e collegano
l’interno con l’esterno del corpo.

Il sistema dei meridiani consiste in 12 meridiani, che corrispondono a ciascuno dei 5 organi Yin, dei 6 organi
Yang e al Pericardio.

REIKI: è un metodo di guarigione naturale Giapponese e letteralmente indica la connessione tra “Rei”
(=energia che ci circonda) e “Ki” (=l’essenza, energia individuale – chiamata anche Prana dagli indiani). È
una disciplina avente come obiettivo l’armonia tra cuore e mente utilizzando doti spirituali di cui tutti noi
siamo dotati fin dalla nascita: amore, coraggio, compassione, ecc. Il suo scopo è quello di aiutare a
mantenere il corpo in salute e a condurre una vita serena.

MEDITAZIONE: con l’atto meditativo-riflessivo indirizziamo l’attenzione al nostro interno, in alcune religioni
o filosofie orientali come il buddhismo la meditazione è l’atto di osservare. Molti studi hanno dimostrato
l’efficacia della meditazione nella diminuzione dell’ansia, dello stress e del miglioramento della salute.

Sport ed emozioni

Nel settimo capitolo, si analizza l’influenza delle emozioni sulle prestazioni sportive e di conseguenza si
prende in esame l’importanza di sviluppare tecniche che aiutino gli atleti dapprima ad ottenere un buon
controllo delle emozioni e successivamente ad acquisire una consapevolezza di esse, imparando a
trasformarle ed utilizzando l’energia che da queste deriva. Di seguito alcune tecniche:

  • Uso del dialogo interno.
  • Uso dell’immaginazione.
  • Il dialogo socratico.
  • Esperienze correttive.
  • Approccio didattico.
  • Ristrutturazione cognitiva.

Il Coaching

Come suddetto, l’emozione condiziona la prestazione sportiva. Preparare ed accompagnare l’atleta a
conoscere meglio se stesso, a riconoscere ed adattare le sue emozioni alle prestazioni sportive e portarlo
così al miglior rendimento possibile è un compito del Coach. La base indispensabile in un progetto di
Coaching è che venga identificato per ogni atleta, un suo percorso di raggiungimento degli obiettivi,
iniziando dalla sua storia, dalle motivazioni e dalle sue abilità.

Le Discipline Bio Naturali

Lo scopo di tali discipline è portare armonia, equilibrio, coerenza tra i vari corpi. Ciò che siamo o diventiamo
deriva dal nostro modo di vivere, dalle nostre scelte, dal modo in cui ci cibiamo (siamo ciò che mangiamo).
Per la Macrobiotica sono molto importanti la qualità e la quantità del cibo, nonché il modo in cui lo
consumiamo. Anche i prodotti alimentari sono classificati secondo lo Yin e lo Yang. Alcune regole per
avvicinarsi a questo tipo di alimentazione sono:

  • Evitare gli alimenti raffinati.
  • Preferire cibi provenienti da coltivazioni o allevamenti naturali.
  • Preferire frutta e verdure di stagione.
  • Eliminare tutto ciò che è zucchero.
  • Preferire pesce alla carne.
  • Masticare a lungo i cibi.

Kinesiologia

La Kinesiologia è una dottrina Terapeutica di grande efficacia, ad oggi è uno dei mezzi più efficienti per
migliorare e mantenere lo stato di benessere di un individuo. Il suo scopo è quello di stimolare le naturali
capacità di risanamento dell’organismo. Essa lavora esclusivamente attraverso tecniche dolci e non invasive
del sistema corpo-mente.


Mie considerazioni

È un libro che esamina le emozioni e la scrittrice riesce in effetti ad emozionare di pagina in pagina. L’ho
trovato non solo interessante, ma anche stimolante: una volta terminato, lascia la voglia di approfondire
certe tematiche (discipline orientali – alimentazione).

L’autrice analizza le emozioni anche nello sport e quanto il coaching possa essere utile agli atleti, offrendo
spunti interessanti nel poter applicare queste teorie anche a chi non è solo uno sportivo, ovvero all’“atleta”
che è in ciascuno di noi e in qualsiasi ambito ne abbia bisogno.

La tematica Discipline Orientali mi ha affascinata. Ho fatto numerosi viaggi in Oriente e tutte le volte, ogni
città/zona mi ha lasciato un qualcosa di particolare, una pace interiore, un modo di affrontare le cose
diverso. Purtroppo questo “influsso” durava poco, rientrata a casa poco dopo ero di nuovo catapultata
nella frenesia dell’Occidente. Devo a queste pagine il desiderio di conoscere maggiormente queste
discipline e di provare, attraverso loro, di arrivare ad una consapevolezza diversa al fine di raggiungere un
vero benessere.

Ho omesso alcune parti che verranno analizzate in seguito e più approfonditamente.

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